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Riposto

Posizione veramente felice quella di questo ridente borgo siciliano, e di cio' si erano accorti i greci calcidesi nel 735 a.c. quando decisero di fondare le loro prime colonie siciliane. Le imponenti rovine di Naxos la prima citta' greca di Sicilia, sorgono a soli 10 km dall'attuale Riposto e qualcuno ha identificato il sito della seconda colonia calcidese, la misteriosa Kallipolis, proprio sul litorale ripostese. Ma queste ipotesi non hanno mai trovato il riscontro di ritrovamenti archeologici e allora si fa risalire l'origine di Riposto allo sviluppo nel periodo normanno della darsena di Mascali che sfruttava le risorse offerte dai boschi dell'Etna e che era divenuta punto d'incontro dei mercanti che acquistavano legname, pece, materiali per imbarcazioni o velieri. Non a caso nelle cripte della Chiesa della Lettera, il piu' antico tempio ripostese, sono state ritrovate monete del tempo del re Guglielmo il Buono. A partire dal secolo XVIII le sorti del "Repositorium" (ripostiglio, donde il toponimo Riposto), cosi era detto originariamente il caricatoio della contea di Mascali, subirono un deciso sviluppo grazie alla straordinaria posizione del giovane centro, naturale sbocco per i prodotti etnei ed in primo luogo il vino. Allo scopo di proteggere gli ingenti traffici ripostesi dalle scorrerie dei pirati turchi nel 1751 il vicere' di Sicilia Laviefuille volle che sulla spiaggia fosse edificato un massiccio forte di difesa, forse l'ultima opera difensiva sorta in Sicilia contro la pirateria. Il secolo XIX segno' il decollo per Riposto e un periodo di eccezionale prosperita' economica per l'oligarchia commerciale che all'esportazione del vino avevano affidato il suo destino. I velieri, costruiti, armati e comandati da Ripostesi, solcavano il Mediterraneo. In breve tempo questo sito, ove prima sorgevano solo magazzini-deposito, divenne una cittadina, "la piu' commerciale e doviziosa terra di Sicilia", come scrisse L. Vigo nel 1836, e sempre per rimanere nell'ambito delle citazioni letterarie, Giovanni Verga, nel suo capolavoro \!I Malavoglia" indica proprio Riposto come destinazione del tragico viaggio della "Provvidenza" e a Riposto Ntoni vuole imbarcarsi per sfuggire alla miseria del suo mondo. Nel 1841 fu conquistata l'autonomia comunale, mentre gia' nel 1820 era sorto a Riposto il glorioso Istituto Nautico, il secondo in Italia dopo quello di Camogli in Liguria, fucina di intrepidi uomini di mare e luogo dell'emancipazione di una piccola borghesia che in poche generazioni seppe passare dall'analfabetismo dei patriarchi al controllo economico e culturale di una zona di eccezionale effervescenza commerciale. Sono questi gli anni in cui prende forma il centro storico del paese e sorgono tutti gli edifici piu' importanti sia di culto che dell'amministrazione. Il periodo d'oro per Riposto si conclude con il secondo conflitto, che segno' l'acme di un declino iniziato gia' con i primi decenni del Novecento. Il crollo del comparto vinicolo, l'abbandono della navigazione a vela e una certa inadeguatezza dell'elite ripostese ad adeguarsi ai nuovi dettami del commercio marittimo furono le cause di una decadenza che, con momentanee schiarite, si e' protratta per tutto il secolo XX, quando con la scelta di riconvertire l'attuale porto di Riposto in un approdo turistico fra i piu' ambiziosi del Sud Italia, si e' cercato di cambiare radicalmente pagina e di scommettere sul turismo per una rinascita economica e sociale del paese. Oggi Riposto si presenta agli occhi del visitatore come un ordinato paese siciliano, il suo centro storico con le vie che si intersecano ortogonalmente non ha subito significative alterazioni e cosi' il nucleo principale e' rimasto pressoche' identico a quello degli anni del boom ottocentesco. Una passeggiata per le strade di Riposto non puo' prescindere da una visita al porto. Si tratta infatti di un luogo estremamente significativo nel quale si corroborano le diverse anime della cittadina jonica e il passato e il presente si fondono in un ambiente dalle mille sfaccettature. Il porto di Riposto oggi e' un attrezzato e frequentatissimo scalo turistico. Dalla vecchia banchina, iniziata nel 1906, si puo' godere della bellissima passeggiata ricavata sulla diga foranea; da questo straordinario belvedere si resta estasiati da un panorama davvero unico; da qui infatti e' possibile ammirare l'Etna in tutta la sua maestosita'. In molti ritengono che questo sia il punto migliore per godere della vista del vulcano. Lo sguardo puo' spaziare non solo fino al cratere del Mongibello e con gli occhi si abbraccia il promontorio dominato da Taormina, le prime propaggini dei Nebrodi e le imponenti sagome dei Peloritani che raggiungono il mare e corrono verso Messina. Nelle giornate terse la Calabria si staglia all'orizzonte e lo Jonio pare diventare un lago incoronato dalle mille luci delle coste. Ma il porto oltre ad offrire panorami indimenticabili ... rappresenta la sintesi fra il passato e il futuro di questa cittadina siciliana: all'interno del bacino convivono infatti le attivita' tradizionali legate alla piccola pesca, gli ultimi maestri d'ascia, eredi di una gloriosa tradizione cantieristica, e i lavori per la costruzione del porto turistico grande speranza per i ripostesi e per tutta la comunita' jonico-etnea.